5 cose che impari quando sei una quasi trentenne….. (argh!!!)

Oggi è il mio compleanno, ahimé. Dovete sapere che ho un complesso con l’età, e soprattutto con il raggiungimento dei fatidici 30 anni. No, non fraintendetemi…..sono ancora nella ridente sponda dei vent’anni, ancora per un anno almeno. Ma visto che ormai ne manca solo uno per cambiare tristemente decennio 😛 , vi racconto cosa ho potuto ricavare di buono da questi 29 anni, cose che in fondo in fondo mi rendono contenta di non essere nella completa immaturità degli “early twenties” (no, non è vero, mi sto autoconvincendo sigh! XD XD )

  1. Autostima e me non sono mai stati in una stessa frase per più di due nanosecondi. Purtroppo quello è ancora il mio punto debole…. mi vedo brutta, con la pancetta, brufolosa, con i capelli bianchi, la cellulite, la couperose ecc, e in più spesso penso di non essere all’altezza delle situazioni, di non essere abbastanza intelligente e tosta per affrontare le prove che capitano sul mio percorso. Ma negli ultimi anni ogni volta che mi buttavo giù e pensavo di non farcela, sentivo sempre di più una vocetta interiore che mi sussurrava “stai tranquilla, alla fine in un modo o nell’altro ce la fai sempre”. Credo che questa vocetta significhi che sto maturando piano piano (con i miei soliti tempi biblici! XD) la consapevolezza di ciò che sono e di quali sono i punti di forza su cui posso contare per superare le difficoltà.
  2. Un uomo stronzo non è affascinante, è stronzo e basta! Ci siamo cascate tutte ragazze purtroppo. Quando siamo ancora ragazzine, il tizio misterioso, di cui non capiamo il comportamento enigmatico e che magari ha anche un passato turbolento (quella è la ciliegina sulla torta eh!) ci attira tantissimo, come il miele per le mosche. E ci arrovelliamo per capire “ma perché mi dice questo e poi fa il contrario?” “Magari perché altre donne in passato l’hanno fatto soffrire e ora non vuole impegnarsi, ma con me sarà diverso”, oppure “io riuscirò a fargli cambiare idea”…… ragazze, le crocerossine lasciamole in ospedale che lì sono più utili!! Io ci sono cascata come un albero di pere intero, ma è un’esperienza che mi ha aiutata a capire qual è il tipo di uomo con cui voglio davvero stare. Magari non quello che mi sorprende tutti i giorni, mi scrive lettere d’amore o conosce esattamente i miei gusti (suvvia, non esageriamo! 😛 ), ma quello che nel bene e nel male mi sta sempre vicino, quello che mi sussurra all’orecchio “sei stupenda” dopo che ci ho messo tre ore e mezza a truccarmi, quello che quando gli dico “amore, mi porti da Mac?” anche se sa che probabilmente invecchierà e sarà anche imbalsamato mentre mi aspetta, mi ci porta lo stesso. Questo è amore! 😀
  3. Sobrietà, che non vuol dire noia o mancanza di stile. Quando ero una ragazzina, non sapevo come attirare l’attenzione, o comunque come distinguermi e passavo dalle unghie dipinte di giallo o nero ai capelli con riflessi blu, alle minigonne super mini o i dettagli più stravaganti. E lo facevo perché non mi sentivo sicura del mio stile, non sapevo cosa davvero mi rappresentasse. Oggi ho capito che posso sentirmi me stessa con una camicia bianca e un paio di jeans, perché non ho bisogno di mostrare a nessuno attraverso i miei vestiti chi sono. Basta sentirmi a mio agio con ciò che indosso.
  4. Un tempo cercavo di stare simpatica a tutti, e se per qualche motivo non ci riuscivo ci rimanevo male e mi chiedevo cosa avessi fatto per non avere l’affetto o la stima di quella persona. La mia insicurezza mi portava a cercare l’approvazione di tutti. Oggi ho capito che davvero non m’interessa essere simpatica o amata da tutti. Questo non vuol dire diventare presuntuosi, ma semplicemente accettare che non si può piacere a tutti, amen. E poi, non piacere a tutti è anche un segno del fatto che si ha una personalità secondo me. Non so se sia un bene, ma più invecchio e meno peli ho sulla lingua. Certo, l’educazione è sempre al primo posto, ma cerco sempre di dire quello che penso e di non tenermi più tutto dentro. E, inevitabilmente, così facendo non si può piacere a tutti. Ma io sono più felice così.
  5. Più ci si avvicina ai trenta e più si diventa realistici, nel bene e nel male. Nel male perché ci si “àncora” con i piedi per terra e si smette un po’ di sognare (questo è almeno il mio caso). Quando ero una ragazzina sognavo a tutto spiano, volevo fare la scrittrice, componevo poesie, sognavo di girare il mondo, immaginavo tutto il tempo cose che desideravo per me e per il mio futuro. Un paio di cocenti delusioni hanno fatto scoppiare il palloncino di sogni che avevo e mi hanno fatto capire che questi sono i mezzi che ho ed è inutile nonché spesso doloroso sognare troppo. Da un lato ci ho perso in fantasia e creatività, ma dall’altro sto imparando piano piano ad essere soddisfatta di quello che ho e a non cercare appagamenti improbabili e difficilmente raggiungibili.

Cosa ne pensate voi? Vi ritrovate in qualcuno di questi punti? Fatemi sapere perchè mi piacerebbe tanto scambiare due chiacchiere con voi! :* Vi mando un bacione, vado a sbafarmi un po’ di torta per consolarmi! XD XD

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4 thoughts on “5 cose che impari quando sei una quasi trentenne….. (argh!!!)

  1. Innanzitutto questo post mi ha fatto davvero divertire 😀 per cui grazie di averlo scritto! 😉
    E poi hai espresso davvero un concetto davvero interessante quando dici: “non piacere a tutti è anche un segno del fatto che si ha una personalità”, condivido fortemente questo tuo pensiero e ce ne aggiungo uno mio “non piacere a tutti è anche un segno del fatto che non si ha paura di esporsi e di prendere una posizione ben definita, indipendentemente da cosa è comodo fare ma seguendo solo cosa è giusto fare per noi”. Questa è l’integrazione di uno, che trentenne ci è appena diventato! 😀
    Un bacione Marian..

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