The Audrey Hepburn story…è possibile fare un biopic fedele su Audrey?

Lo so, lo so che si parla di lei ovunque e che questo potrebbe risultare un post poco originale. Ma come si fa a non amare Audrey? Era non solo una donna bellissima in maniera assolutamente naturale che non si atteggiava a diva ma che nonostante questo ha influenzato un’intera generazione di donne ed è diventata un’icona della moda, ma era anche uno spirito sensibile e profondo. Quando si pensa ad Audrey di certo non si associa a lei la classica immagine della bomba sexy tanto in voga tra le attrici contemporanee. Aveva poco seno, era magrissima e non era di certo provocante. Anzi, il suo era quasi un corpo da bambina. Credo che quasi tutte noi l’abbiamo scoperta guardando “Colazione da Tiffany”. Se ci pensate, non è una storia particolarmente originale. Lei è una prostituta di alto bordo che si guadagna da vivere facendo il mestiere più vecchio del mondo, ma si veste come una signora e mantiene il riservo sulla sua vita perché non vuole innamorarsi e vuole rimanere uno spirito libero. Finché conosce uno scrittore squattrinato mentre è alla ricerca del marito ricco ideale e se ne innamora. Questo è il succo della storia. Niente di spettacolare se ci pensate. Ma è lei, con il suo viso spigoloso dagli occhi troppo grandi che però la rendono incredibilmente dolce ed espressiva, è lei che riempie l’intero film. Lei che era completamente l’opposto rispetto ad Holly Golightly e che disse infatti “sono un’introversa. Interpretare una ragazza estroversa è stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto”. Lei che a differenza di altre attrici del periodo (vedi Elizabeth Taylor o la stessa Marylin Monroe) si tenne lontana da eccessi e scandali e si dedicò alla famiglia e all’impegno umanitario in Africa con l’Unicef. Non era facile trovare un’attrice contemporanea che la interpretasse in maniera fedele, e quando ho saputo che nel 2000 è stato realizzato un biopic sulla sua vita in due puntate, sono corsa a vederlo. “The Audrey Hepburn story” non è mai giunto in Italia, èaudrey stato prodotto solo per la televisione americana e si trova in rete solo in inglese o in francese. Chi è stata scelta per interpretare Audrey? Jennifer Love Hewitt. Mah. Non mi ha convinta molto la scelta, Jennifer è molto più formosa di Audrey e ha un forte accento americano che non si sforza molto di camuffare. Avrei preferito magari Anne Hathaway o Audrey Tatou, credo che abbiano una delicatezza innata sia dei modi che dei lineamenti che le fanno assomigliare ad Audrey più di Jennifer. Il telefilm ripercorre la vita di Audrey dall’infanzia in Belgio (è nata a Ixelles, un quartiere di Bruxelles) e le varie vicissitudini che lei e la madre dovettero affrontare durante la Seconda Guerra Mondiale fino ai primi successi cinematografici, la vittoria dell’Oscar per la sua interpretazione di “Vacanze Romane” e il matrimonio con Mel Ferrer. Non mi sto a soffermare sulla vita di Audrey, ovunque trovate biografie accurate. Voglio parlarvi in particolare del modo in cui la biografia di Audrey è stata raccontata in questo biopic. jenniferAvevo letto che non aveva ricevuto un grande successo di critica, e guardandolo ho capito perché. Sicuramente vi fa passare due ore piacevoli, perché credo che la ricostruzione storica dell’abbigliamento e del make-up (di cui poi parleremo) sia abbastanza accurata. Ma non mi piace l’immagine di Audrey che viene fuori da questo film. Sarà perché Audrey era un’attrice e una donna così fuori dal comune che Hollywood non sa come rappresentarla. O sarà che oggi la nuova Hollywood è diventata soltanto una gran “americanata” (passatemi il termine) e il bisogno di rendere i contenuti spettacolari e immediatamente “ingoiabili” dallo spettatore fa sì che tutto diventi più superficiale e pacchiano. Provate a guardare “Sabrina”, “Colazione da Tiffany”, “Arianna” o “Funny face” e confrontatelo con dei celebri film sentimentali dei nostri tempi come “Harry ti presento Sally” o “Pretty woman”. Non c’è paragone. I primi sono dei film delicati, pieni di una sottile ironia ed un’eleganza senza tempo, privi di volgarità e anche se le storie possono a volte risultare scontate o un po’ inverosimili voi mentre guardate non ci fate caso, vi sembra quasi di essere immerse in un’atmosfera sognante e magica. Oggi purtroppo credo che la filmografia moderna abbia perso quella capacità di far sognare lo spettatore. I film vogliono rispecchiare nel modo più fedele possibile la realtà, ma questo tentativo si traduce sempre in scene di sesso sempre più esplicite, violenza gratuita e dialoghi volgari e pieni di parolacce (avete notato che nei film di una volta non compaiono mai?) e raramente mi capita ormai che un film mi faccia sognare. Ma se il cinema rispecchia i valori della gente del suo tempo, allora forse siamo noi che stiamo smettendo di sognare e abbiamo perso quella magia e quell’eleganza. Per questo Audrey non potrà secondo me essere interpretata mai da nessuna attrice. Jennifer Love Hewitt è molto bella e si sforza di essere aggraziata ma manca di quella dolcezza e raffinatezza innata che aveva Audrey. E una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio di questo telefilm è il fatto che Audrey venga continuamente raffigurata come una donna infantile, perennemente insicura di sé audrey-hepburn-in-funny-face-pinkwhite-gown-2stessa e naturalmente portata a flirtare e ad innamorarsi di tutti gli attori maschi che incontrava nel set. Ecco l’americanata. Anche il rapporto con il padre, che l’abbandonò da piccola per unirsi ai nazisti, viene portato a livelli drammatici esagerati. E diventa anche pesante il modo in cui si insiste sul desiderio di maternità di Audrey, quasi come se non volesse altro nella vita. Comunque, direi che la Hewitt è brava a fare i telefilm come “Ghost Whisperer” e “The Client list”, dove interpreta molto bene personaggi perfettamente radicati nella nostra realtà e nei nostri tempi, ma non ha la grazia e la tenerezza di Audrey. Non si rimane incantati guardandola. Credo che il tipo di femminilità rappresentato da Audrey, fatto di una classe e di una bellezza innocente che non ha bisogno della nudità per affermarsi, sia ormai tramontato ad Hollywood. Ciò che ho apprezzato in questo biopic è la riproduzione dell’iconico make-up di Audrey. La make-up artist di Jennifer, Bonita DeHaven, ha ripreso per tutto il film il make-up di Audrey in Funny Face (vedi foto sopra): incarnato perfetto, riga di eyeliner spessa ma senza la classica codina finale, ciglia finte e un bellissimo rossetto rosso corallo. In tutte le scene del jennifer 2film Jennifer ha questo make-up. Ho fatto degli screenshot mentre guardavo il film, trovate qui di seguito le foto. Qui a sinistra c’è la rievocazione del bellissimo vestito di Givenchy che Audrey aveva nella scena del ballo in “Sabrina”. Mi è sembrato interessante l’idea di parlarvi dei prodotti che si potrebbero usare per ricreare questo look, partiamo subito! 🙂

Viso: negli anni ’50 l’incarnato era rigorosamente opaco. Perciò cominciamo applicando un velo di primer viso per tenere a bada la lucidità, io amo il primer bio della Couleur Caramel. Non so che diavoleria ci sia tra gli ingredienti, ma quando lo applicate vi rende immediatamente la pelle liscia come la porcellana, è incredibile! *_*. Poi applico il fondotinta minerale della Benecos con il pennello buffing brush di Real Techniques facendo dei movimenti circolari. Per evitare il classico effetto polveroso del fondotinta minerale, potete provare a spruzzare un po’ della Nebbia fissante di Neve Cosmetics (o una qualsiasi acqua termale spray) tenendo l’erogatore a circa 20 cm di distanza. Funziona, l’effetto mascherone polveroso sparisce ve l’assicuro! :*. Niente contouring perché la base di Audrey è davvero fresca e molto semplice, la concludiamo con un po’ di correttore per le occhiaie (io uso il mio fedelissimo Under Eye concealer di Nabla di cui vi parlo qui) e come blush creiamo un effetto bonne mine con il mio amato Amour di Nars, un bellissimo rosa opaco.

Occhi e sopracciglia: Audrey è celebre per le sue bellissime sopracciglia. Io di solito a parte andare dall’estetista una volta al mese per metterle a posto perché da sola sono impedita 😛 non faccio altro, lascio le mie sopracciglia così come sono quando mi truccoaudrey_hepburn_legend perché sono già folte di mio. Quelle di Audrey come vedete nella foto a fianco sono molto folte e angolate, quindi è meglio definirle con un pennello angolato e un ombretto marrone scuro piuttosto che con la matita, il pennello vi permette di disegnare l’angolo in maniera più precisa. Potete utilizzare l’Eye brow set di Catrice e fissare il tutto con il gel ciglia e sopracciglia di Essence. Per il make-up occhi possiamo dare profondità allo 604214396906_nakedbasicssguardo con due ombretti opachi, io applicherei su tutta la palpebra W.o.s. (il terzo ombretto da sinistra nella foto a fianco) della Naked Basics 1 di Urban Decay e sulla piega Faint (il secondo ombretto da destra) sempre della stessa palette. Poi per l’iconica riga di eyeliner mi affiderei al mio amato eyeliner in gel Lasting drama della Maybelline insieme al pennello angolato n.172 della Make up Forever che ho preso al Cosmoprof! 🙂 La riga va tracciata il più vicino possibile alle ciglia, in modo da farle sembrare più folte. E ci fermiamo allajennifer 2 fine dell’occhio, senza fare la solita codina tipica del cat-eye (vedi foto a fianco, la make-up artist di Jennifer non ha creato la tipica codina). Infine, abbondante mascara o ciglia finte. Io adoro il “They are real” di Benefit….questo è un mascara che si s1343938-main-hero-300odia o si ama, non c’è una via di mezzo. Ho letto diverse recensioni negative e in effetti è vero che non si strucca con facilità e lo scovolino pieno zeppo di dentini di plastica sembra più uno strumento di tortura (non sapete quante volte all’inizio mi capitava che uno di quei dentini mi graffiasse e mi piangeva immediatamente l’occhio, rovinando mezzo trucco!), ma quando ci prendete la mano e imparate ad usarlo vi fa delle ciglia davvero strepitose!!!.

Labbra: Per scrivere questo post, sono andata alla ricerca del perfetto rossetto rossojennifer 3 corallo che Jennifer indossa in tutto il telefilm (vedi foto a fianco) e durante le mie ricerche in rete mi sono innamorata dell’iconico rossetto Fire and Ice di Revlon, non tanto per il colore (per una volta! 😛 ) quanto per la sua storia. Questo rossetto è uscito sul mercato nel 1952 e Revlon riuscì in quell’occasione a creare una delle pubblicità di maggiore successo nella storia del marketing della cosmetica. Per la fire and iceprima volta, infatti, viene presentata l’immagine della donna sensuale e forte in una pubblicità, associata al colore rosso del rossetto. Fu scelta come testimonial la top model dell’epoca, Dorian Leigh e la pubblicità per la prima volta a colori comparve su Vogue e fece moltissimo scalpore. Le donne che acquistavano quel rossetto, infatti, erano invitate ad identificarsi con la donna glamour e sensuale della pubblicità. L’ho cercato ovunque questo rossetto ma purtroppo ragazze non l’ho ancora trovato 😦 Non so se sia andato fuori produzione (mi sembra strano visto che in rete ci sono reviewsWP_20150412_004 del 2014) o forse in Italia non esiste più. Allora ho “ripiegato” su uno dei nuovi rossetti di Marc Jacobs. HoWP_20150412_023 preso il numero 234 Core Cora, un bellissimo rosso corallo. L’ho provato solo un paio di volte, più che altro per vedere il colore e per capire se secca le labbra o meno. Per ora vi posso dire che il colore è satinato più che matte e risulta pienamente omogeneo con un paio di passate, non va nelle pieghette e per ora non mi sembra che secchi le labbra. Il packaging è una cosa meravigliosa, la chiusura è magnetica e il tubetto è WP_20150412_028davvero elegantissimo. Vi dirò appena avrò modo di testarlo meglio se resiste ai pasti o meno! 🙂 Il prezzo è di 29,50€. Spero vi sia piaciuto questo mio post, ho voluto combinare la mia passione per Audrey e il cinema con quella per il make-up! 🙂 Vi mando un bacione e al prossimo post! ❤

 

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9 thoughts on “The Audrey Hepburn story…è possibile fare un biopic fedele su Audrey?

  1. Pingback: Hello Spring Tag! | Eau de rugiada

    • Ciao! Scusa per il ritardo nella risposta ma ultimamente sono un po’ demotivata nei confronti del blog e sto pensando di chiuderlo infatti, sono entrata oggi per caso. Per rispondere alla tua domanda, non uso mai matite labbra perché temo che dopo lo strato di matita e quello di rossetto sopra non riuscirei a sopportare la sensazione di secchezza! Di solito metto il primer labbra di Mac e sopra il rossetto con il pennellino per essere precisa, faccio così con tutti i rossetti perché ho le labbra molto secche. Un bacio!

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      • Ciao, grazie per la risposta ( Letta, casualmente,in tempo reale 😉)
        Spero che non chiuderai il blog, perché a me piace molto leggerti. Io sono un caso anomalo perché il mio non è nemmeno un blog, ma una specie di blocco virtuale… che uso quando sento la necessità di comunicare dei pensieri. Baci!😘

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      • Grazie cara. E’ solo che ultimamente ho poco tempo, e siccome in più di un anno che ho aperto questo blog non ho avuto molte soddisfazioni e i commenti sono sempre pochissimi, a volte mi sembra di scrivere a vuoto. Quindi mi viene sempre più voglia di dedicare il mio poco tempo libero a qualcosa che mi faccia sentire più appagata. Ci sto ancora pensando se chiuderlo o no, mi sono presa un po’ una pausa di riflessione. Grazie per il tuo commento, mi fa molto piacere :*

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