Adesso basta. Riflessione sul caso Clio-Radio 2.

Adesso basta. Vi avviso, questo sarà un post polemico, incazzato (non uso mai parolacce quando scrivo perché cerco di mantenere una certa finezza ma stavolta ci vuole) ed esasperato. Di cosa sto parlando? Di questo: https://www.facebook.com/video.php?v=10152760897846051. In sostanza, questo certo Giovanni Veronesi, conduttore di Radio 2 (e quindi noi paghiamo il canone, voglio sottolineare questo) ha dato a Clio in diretta durante il programma della “cicciona”. Si è sollevato un gran polverone su internet, sono giorni che se ne parla e se ne parla solo perché Clio è famosa. Tra pochi giorni la faccenda si sgonfierà e tutto tornerà come prima. Tante ragazze continueranno ad essere vittime di bullismo a scuola, tante di loro si guarderanno ogni giorno allo specchio e si odieranno non trovando nulla di attraente (secondo i soliti canoni marci di bellezza) nel loro corpo. Non fraintendetemi, sono assolutamente dalla parte di Clio e sono indignata per l’epiteto che quel cretino ha utilizzato. Io però, da perfetta sconosciuta, voglio dire basta. Basta a questo, per esempio: modelle-anoressiche-troppo-magree a questo: download

e a questo ancora: donna-gatto-foto

Sono stufa che tutti i cambiamenti nel gusto estetico che ci sono stati nella storia dell’umanità si siano giocati sempre sul corpo della donna. Negli anni ’50 le pin up formose con i corpetti che impedivano di respirare. Negli anni ’60 le donne stecchino e senza forme come la famosa modella Twiggy. Negli anni ’80 le super top model toniche e irraggiungibili come Linda Evangelista e Elle Macpherson, negli anni ’90 torna la magrezza estrema con modelle come Kate Moss. Adesso va di moda il sederone e il seno prosperoso, vedremo fino a quando. Non possiamo mai stare in pace. Quando va di moda la “formosità” chi come me è piatta come un ferro da stiro si sente inadeguata. Quando va di moda lo scheletro ambulante chi è formosa si sente grassa. Io dico che non se ne può davvero più. Voi guru della moda, voi che inventate sti cazzi di trend, perché non scegliete di applicarli che ne so, ad una sedia o a un divano e non al corpo di una donna? Sono anni che sfogliando una rivista, guardando una pubblicità o un programma alla tv riceviamo dei messaggi più o meno subliminali su come dovremmo essere. Su come la società ci vuole. La società ci vuole sexy, trasgressive, indipendenti, spregiudicate e MAGRE. Voi stilisti, voi “guru del buon gusto” come quel deficiente di Enzo Miccio che nella sua rubrica su Diva e Donna ha detto che “non si è mai troppo magre” preferendo la donna cadavere Victoria Beckham alla stupenda e femminile Jennifer Lopez, voi uomini scervellati e ignoranti che credete di sapere tutto su cosa sia chic e cosa no, perché non appendete i vostri abiti nelle grucce e fate sfilare quelle invece di costringere le modelle all’anoressia? Tanto quello che conta è l’abito, è quello che deve essere valorizzato e non il corpo di chi lo indossa, no? Allora usate le grucce e lasciateci in pace, diamine. Io il bullismo l’ho subito a scuola, so cosa vuol dire. Ti senti sempre inferiore, sempre brutta, non dici mai niente e ingoi tutto, vorresti essere invisibile. E cresci pensando di non essere abbastanza. Abbastanza carina, abbastanza simpatica per avere degli amici, per essere socialmente accettata. Allora ragazze, diciamo basta. Basta a quel cretino e ignorante di Veronesi e a tutti quegli uomini (e anche quelle donne, perché spesso anche tra di noi siamo molto cattive) che si permettono di dare della “cicciona” ad una donna senza sapere le conseguenze psicologiche che quell’epiteto può provocare. Smettiamo di sfogliare una rivista e dire “quanto vorrei essere come lei”. Smettiamo di guardarci allo specchio e trovarci tutti i difetti possibili e immaginabili, spesso invisibili. Smettiamo di farci influenzare, di farci ferire dall’opinione degli altri. Se potessi tornare indietro e parlare con la me adolescente, le farei leggere questo post. Perché se vi scrivo queste cose è perché ne ho sofferto anch’io e ancora adesso non sono immune alle critiche. Credo che nessuna di noi possa diventare assolutamente immune alle critiche, dovremmo essere delle rocce. Ma ognuna di noi ha il dovere di essere la prima fan di sé stessa. Io ce la faccio, io posso, io sono bella. E se avete un ragazzo che vi dice “saresti più sexy se ti vestissi così” o “ti vorrei così o colà”, se a scuola vi prendono in giro perché siete “secchione”, timide, sovrappeso o perché non vi vestite alla moda, se la gente vi giudica perché indossate un rossetto viola o nero in pieno giorno e automaticamente sembrate una strana o una poco di buono, o perché portate un piercing vistoso ecc ecc, vi invito caldamente a salutarle con il dito medio alzato. Clio ha a disposizione diversi mezzi di comunicazione in cui tra l’altro è molto popolare per difendersi e l’ha fatto. Ha messo in evidenza quanto l’Italia (e non solo l’Italia purtroppo, temo che in America il “culto dell’immagine” sia ancora più esasperato) sia ancora un paese sessista in cui persone ignoranti come quello là hanno addirittura un mezzo di comunicazione ampio come la radio per sparare le loro stronzate pensando persino di far ridere. Io nel mio umile blog voglio parlare invece a quelle ragazze che non hanno il coraggio di denunciare le cattiverie come ha fatto lei e si convincono invece che quegli epiteti ignobili siano la verità, che devono dimagrire o ritoccarsi per piacere a questo o a quello. Che così come sono non troveranno mai l’amore, o degli amici, o un lavoro. Se vogliamo che tutta questa speculazione, questo marketing sul corpo femminile finisca, dobbiamo iniziare da noi stesse. Dobbiamo smettere per prima di essere cattive tra di noi, di giudicare questa o quella per dare aria alla lingua senza sapere il disagio e la sofferenza che stiamo in realtà creando nell’altra. E dobbiamo emanciparci per davvero. L’unica emancipazione che vedo finora è quella sessuale. Il trend che vedo in ogni singola rivista femminile (Cosmopolitan su tutte, ma anche le altre non scherzano) è che noi donne dobbiamo dimostrare di non avere più inibizioni e di essere in grado di eguagliare la libertà maschile dal punto di vista sessuale. Mostrare la propria nudità senza vergogna e anzi con orgoglio, andare a letto con più uomini lasciando da parte i sentimenti, per smentire chi dice che per noi donne separare il puro sesso dall’amore è antropologicamente impossibile. Questi sono gli esempi che gente come Miley Cirus o Rihanna danno alle ragazzine. Ma questa non è emancipazione, è vendere il proprio corpo e basta. Noi non siamo e non saremo mai per fortuna uguali agli uomini, non c’è motivo per cui dovremmo aspirare a diventarlo. Noi abbiamo le nostre caratteristiche, la nostra sensibilità, il talento e il senso di responsabilità che dimostriamo nel lavoro, la nostra capacità di farci in quattro per tirare su una famiglia, la nostra infinita pazienza nel sopportare ogni mese mestruazioni ceretta & Co, la meraviglia di sentire una vita nascere dentro la nostra pancia. La nostra emancipazione deve partire da qui, dal conoscere i nostri punti di forza senza cercare di imitare quelli degli uomini per sentirci più forti. Siamo già forti, siamo già belle senza che un fottuto canone di bellezza lo confermi o lo smentisca. Dobbiamo solo convincerci davvero di questo. Spero che di non avervi annoiato con questo papiro, l’ho scritto di getto perché avevo tante cose dentro da dire. E spero che vi serva come riflessione per imparare ad amarvi davvero. E’ un cammino lungo e in salita, io stessa ho ancora molta strada da fare, ma sono convinta che da lassù la vista sia meravigliosa.

Ps: rileggendo il post mi rendo conto che sembra dalle mie parole che ho una pessima opinione degli uomini. Beh, ammetto che per diversi anni l’ho avuta, ma oggi non sarei quella che sono se non avessi accanto da 4 anni un ragazzo meraviglioso che mi incoraggia in ogni cosa che faccio e mi trova bella anche struccata in pigiama e pantofole (Orroreeee!!! Gli servono degli occhiali potenti, lo so! :P). Ok, fine del ps, basta che poi mi faccio venire il latte alle ginocchia da sola. Un bacione a tutte! :*

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7 thoughts on “Adesso basta. Riflessione sul caso Clio-Radio 2.

  1. “Noi non siamo e non saremo mai per fortuna uguali agli uomini, non c’è motivo per cui dovremmo aspirare a diventarlo. Noi abbiamo le nostre caratteristiche, la nostra sensibilità, il talento e il senso di responsabilità che dimostriamo nel lavoro, la nostra capacità di farci in quattro per tirare su una famiglia, la nostra infinita pazienza nel sopportare ogni mese mestruazioni ceretta & Co, la meraviglia di sentire una vita nascere dentro la nostra pancia.” Quasi piango. Tutto vero e tutto bello. Felice di poter avere queste cose!

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  2. Io sono contro ogni estremismo, dare della cicciona e dare dell’anoressica, la nostra società sta diventando davvero troppo ossessionata dall’aspetto fisico femminile, dove finiamo sempre per dipendere dal giudizio degli altri (uomo o donna che sia). Dobbiamo recuperare la fiducia in noi stesse, accettarci e farci accettare dal prossimo. Purtroppo hai voglia a dire la parità dei sessi ma la donna oggetto continua ad esserci e se sei anche solo un pelino fuori dai canoni te lo fanno sempre notare (esempio piccolo: a me piace il calcio, ritengo di capirne abbastanza e seguo le partite. E tutti mi dicono che sono un maschiaccio. Cazzo ma perchè????Perchè deve ancora esserci questo stupidissimo pregiudizio?) Avverrà il cambiamento ma solo se nel nostro piccolo TUTTI facciamo qualcosa (cambiare registro linguistico, accettare ciò che è diverso da noi etc..) Speriamo che le nostre figlie/i possano vivere in una società un po’ meno sciocca e superficiale.

    E dopo il mio pippone…ho trovato finalmente il tuo blog!!:)

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    • Grazie mille per il tuo commento davvero interessante! E’ vero, pare che ci siano passioni o interessi che secondo certi schemi mentali del cavolo che ha la gente sono più per i maschi o più per le donne. A te piace il calcio, a me piacciono le arti marziali e gli sport da combattimento, e allora?? Anche questo è un pregiudizio come dici tu, siamo dei “maschiacci”. Bisogna fregarsene e cercare nel nostro piccolo di essere più tolleranti e aperti, dici proprio una cosa giusta. Grazie ancora per aver esposto le tue idee qui, e grazie anche per essere passata! Un bacione!! ❤

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