Cinema e make-up: “Lunchbox” e l’India più autentica e intensa

Sono le due del mattino mentre scrivo quest’articolo. Sono sempre stata una nottambula, trovo che la tarda notte sia il momento più bello della giornata. Silenzio assoluto, la luce della lampadina da scrivania, il tic dei tasti mentre scrivo, i pensieri che frullano nella mente e che premono perché li scriva. Ho appena finito di vedere un film bellissimo. Uno di quei film che nessuno conosce, che non sono mainstream e che ho scoperto per caso facendo una ricerca per questa nuova rubrica del blog. Ho sempre amato l’India, non ci sono mai stata ma nella mia testa l’associo sempre al profumo pungente delle spezie, alle donne dai capelli lunghissimi e i sari colorati, alla spiritualità allegra dei colori e dei canti ma al tempo stesso malinconica. Ho visto questo film, Lunchbox, uscito nel 2013. Gli attori sono sconosciuti, non ci sono le solite coreografie da Bollywood né un’ambientazione sfarzosa e colorata. E’ tutto molto composto e semplice. La protagonista si chiama Ila, è Nimrat Kaur in The Lunchbox movie still shown to user 34610una giovane casalinga che passa le sue giornate ad accudire la figlia e a fare i lavori di casa. Il marito torna a casa tardi ed è sempre più distante. La sua unica compagnia è la zia che abita al piano di sopra, uno degli elementi più pittoreschi del film sono proprio i dialoghi tra le due e il cestino che la zia cala dalla finestra fino alla cucina della nipote, carico di peperoncini, carote ecc. Tutti i giorni, secondo un’usanza che è molto comune in India, circa 5000 dabbawala (fattorini che girano in bicicletta) consegnano per tutta la città i dabba, dei contenitori per il cibo d’asporto formati da una serie di scodelle messe una sull’altra e tenute insieme da un gancio metallico. Ila prepara ogni giorno il pranzo per il marito e all’arrivo del dabbawala lo consegna perché gli venga recapitato sul posto di lavoro. L’efficienza di questi fattorini è leggendaria, pare che ci sia un errore su sei milioni di consegne. Eppure, quel giorno il fattorino sbaglia indirizzo e consegna il dabba nell’ufficio del signor Saajan Fernandes.the-lunchbox__131001173919 Saajan è un vecchio contabile serio e preciso. Dopo 35 anni anni di carriera in cui non ha mai commesso neanche un errore nei suoi bilanci, sta per andare in pensione. E’ vedovo e passa le sue serate sul balcone a fumare e a spiare il calore e le risate nella casa dei vicini. Saajan rimane colpito dalla bontà del cibo che riceve quel giorno, abituato ai cavolfiori che ordinava dal ristorante. Infatti proprio quel giorno Ila aveva provato a fare una ricetta nuova molto speziata per “risvegliare” il suo matrimonio. Così, quando riceve di nuovo a casa il contenitore completamente vuoto e ripulito, è felice e pensa che il marito abbia apprezzato. In verità quella sera stessa scopre che il marito ha mangiato i cavolfiori, e capisce che c’è stato un errore di consegna. Chi ha mangiato il suo pranzo speciale allora? Su suggerimento della zia, Ila decide il giorno dopo di mandare il dabba nello stesso indirizzo con un biglietto dentro. E come risposta riceve un altro biglietto che dice “Ila, oggi il pranzo è troppo salato”. Da lì inizia uno scambio quotidiano di bigliettini tra i due, sempre contenuti nel dabba. Il film ruota intorno al tema della solitudine che vivono questi due personaggi, che senza conoscersi cominciano a scambiarsi confessioni, paure e sogni. Tutto scritto in quei bigliettini che entrambi cominciano ad aspettare ogni giorno con trepidazione. Non vi dico altro per non rovinarvi la sorpresa nel caso vogliate vedere il film. Dico soltanto che appena finite di vederlo non potete fare a meno di riflettere. I due protagonisti vivono fossilizzati nelle loro esistenze, lei in perenne attesa di un cenno di amore da parte del marito, lui rassegnato a vivere di ricordi e a continuare fino alla fine la sua vita scandita dal lavoro e il viaggio in treno casa-ufficio. La fame d’amore è la più grande malattia dei nostri tempi. Ci sembra di essere circondati da amici, abbiamo la rubrica del cellulare piena di contatti, eppure questo tipo di relazioni spesso non ci saziano e ci sentiamo soli. Ma il film lancia un messaggio positivo e non si perde in piagnistei: nonostante la semplicità e la povertà delle loro esistenze, i personaggi non si perdono in chiacchiere esistenziali ma decidono di prendere in mano le loro vite. E quello scambio di bigliettini cambierà per sempre le vite dei due protagonisti. In particolare Ila farà una scelta che la rende forse una delle poche donne femministe in un film indiano. “Delicato” è l’aggettivo giusto per descrivere questo film. La malinconia è presa con leggerezza, l’amore è sempre quella forza che ci porta al cambiamento e ci salva. “A volte il treno sbagliato ti porta alla stazione giusta”. Con questa frase si conclude il film, una frase che nella sua semplicità comunica tanto. Dovrei ricordarmela in quelle giornate in cui non so dove sbattere la testa! 😛 Tutto ciò per dirvi cosa? Che questo film mi ha ispirato una nuova rubrica, dove unirò la mia passione per il cinema a quella per il make-up. Non è una novità, lo so benissimo, ciò che vorrei fare invece è farvi conoscere dei film che meritano ma che invece sono stati ingiustamente snobbati dalla critica e dal pubblico. E poi mi soffermerò ovviamente sul make-up della o delle protagoniste per vedere come possiamo ispirarci al loro look. Qui la protagonista, la bellissima Nimrat Kaur è completamente struccata ma nei vari red carpets a cui ha partecipato ha sfoggiato dei make-up interessanti, andiamo a dare un’occhiata!

INDIA-ENTERTAINMENT-BOLLYWOODQui è bellissima e solare ai L’oréal Femina Women awards in Mumbai nel marzo 2014. In tutte le foto che ho visto di lei, Nimrat punta sempre sui rossetti, e questo perché ha l’occhio “incappucciato” o infossato, cioè non si vede la palpebra quando lo apre. Chi ha questo tipo di occhio purtroppo non può giocare molto con le sfumature, ma ci sono una serie di accorgimenti che possono rendere comunque lo sguardo sensuale e misterioso. Se avete questa tipologia di occhio, sulla palpebra potete usare un colore chiaro e illuminante (per esempio l’ombretto Mac Naked Lunch o il Water Eyeshadow di Kiko n. 200 di cui vi parlo qui) e non dimenticate mai di fare una bella ombreggiatura nella piega con un ombretto marrone opaco per dare intensità allo sguardo (potete usare per esempio l’ombretto Swiss Chocolate di Mac che è un bellissimo marrone matte e tendente al rosso, oppure Camelot di Nabla che è un marrone dal sottotono freddo invece). Lo sguardo di Nimrat è poi completato da una bella matita marrone nella rima interna (e qui vi consiglio la mia amatissima matita “strong coffee” di Wjcon di cui vi parlo qui) e sono evidenti le ciglia finte che allungano l’occhio verso l’esterno creando un effetto “cat eyes”. L’incarnato di Nimrat è luminosissimo, sulle guance sembra avere un blush shimmer sul pesca. Per ottenere quest’effetto potreste usare il blush Coral di Sleek di cui vi parlo qui, o la sua alternativa più costosa che è il mitico Orgasm di Nars. Sulle labbra Nimrat ha un bellissimo rossetto pescato, si potrebbe utilizzare per esempio il bellissimo “Coral in gold” di Rimmel, un bel rossetto lucido color pesca con riflessi dorati.

nirmatkaur-3Nella seconda foto interessante che ho trovato, Nimrat sfoggia questo bellissimo make-up un po’ “vampiresco” in occasione dei Vogue Beauty awards. Il rossetto color sangria è stato il trend di quest’autunno: non è un colore semplice da portare ma credo che stia molto bene sulle ragazze more dalla carnagione mediterranea/olivastra. Con questo tipo di rossetto la base deve essere perfetta e luminosa e il trucco occhi leggero. Ho visto un’intervista che le è stata fatta in occasione di quest’evento dove si nota chiudendo gli occhi che ha un ombretto color tortora sulla palpebra (il tortora per eccellenza è Satin Taupe di Mac, ma potete usare anche per esempio l’ombretto Audrey di Neve Cosmetics). Lo sguardo è reso inoltre più profondo dalla matita nera nella rima interna e tra le ciglia superiori (per quest’effetto potete usare la mia fedelissima matita nera Khol and Liner di Sephora di cui vi parlo qui) e dalle ciglia finte che in questo tipo di eventi sono quasi d’obbligo! (vi confesso che io non le so ancora mettere….. 😛 ). Per ottenere una base così luminosa possiamo applicare sugli zigomi, l’arco di cupido e il dorso del naso l’illuminante Mary Lou Manizer di The Balm oppure il mitico Soft and Gentle di Mac. Infine arriviamo a lui, il bellissimo rossetto color sangria…. come rossetti low cost posso segnalarvi il Miss Pupa Velvet Matt n. 403 e di Kiko lo Smart Lipstick 914 Amaranto, come high brand invece non posso non nominare Rebel di Mac. Quando indossate questi colori così scuri, non dimenticate di fare il contorno delle labbra con una matita trasparente che farà da “barriera” per evitare che il colore sbavi e riempite le labbra con una matita dello stesso colore del rossetto prima di applicare il rossetto stesso, di modo che quando andrà via il rossetto le labbra resteranno comunque colorate. E poi sì, questi rossetti incutono un po’ di timore (io stessa per esempio faccio fatica a portarli perché poi mi sento tutti gli occhi puntati e mi vergogno! 😛 ) però credo che lasciando il resto del viso al naturale siano molto eleganti, bisogna solo buttarsi e osare! 😉 Spero che questa nuova rubrica vi sia piaciuta ragazze, fatemi sapere se vedete il film o consigliatemene qualcuno voi! Un bacione e grazie per aver letto il mio solito post lunghissimo, alla prossima! 😀

 

 

Annunci

4 thoughts on “Cinema e make-up: “Lunchbox” e l’India più autentica e intensa

  1. Wow! Non avevo mai sentito di parlare di questo film ma grazie a te lo vedrò ^_^
    Poi l’attrice è bellissima nonostante i suoi occhi infossati!

    Complimenti per questo articolo.. molto intrigante!

    Mi piace

  2. post più che convincente!! dopo questa descrizione sono molto invogliata a vederlo :-):-)
    I due look che hai riportato sono molto genuini, semplici e d’impatto.
    Adoro il color pesca-corallo sulle labbra, particolarmente per la primavera/estate! E del color sangria che dire? Beh il Rebel di Mac me lo sogno spesso di notte!! è troppo chic per la stagione fredda *-*

    Mi piace

    • Tu stai benissimo con i rossetti color corallo!! *_* Il film te lo stra-consiglio, è stupendo!! Anch’io vorrei tanto il Rebel di Mac ma i colori forti sulle labbra mi mettono ancora un po’ di soggezione ahahah! 😛 Un bacione tesoro!!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...